Tangoterapia


Presentazione
Dedichiamo questa pagina ad un uso particolare del tango, quello terapeutico, che diverse realtà, in modi e per fini diversi, stanno adoperando con risultati interessanti e concreti. Da appassionati, parliamo con piacere di queste esperienze perchè  confermano ancora che il tango e la sua musica sono molto di più di un semplice ballo e un genere musicale. Come Faitango interessarsi anche alla tangoterapia era nel nostro dna, per cui con piacere presentiamo il materiale raccolto nella speranza che possa essere di stimolo e utile a chi interessato. Per ora ci limitiamo a questo, ma nulla esclude se si presenterà l'occasione di supportare anche iniziative diverse.

Troverete qui sotto il materiale di Amneris Boato, che in Faitango si occupa di tangoterapia e un elenco di riferimenti a persone o organizzazioni che la praticano.
Un elenco che vogliamo sia sempre aggiornato. Contattateci per questo !!!  (amniboato@gmail.com)

Febbraio 2018 - Amneris Boato
Ho accettato l’incarico da parte di FAITANGO di occuparmi dell’argomento della tango terapia perché da sempre interessata alla visione olistica della persona umana, convinta, sulla base della mia esperienza personale, che il tango è in ogni caso una terapia e ti può aiutare a cambiare la vita.
Il tango è una filosofia di vita che, analizzato nei sui aspetti più profondi, trasforma il modo di relazionarsi all’altro, approfondisce il livello di ascolto, di sensibilità, la postura ed anche il proprio modo di vestire.
Insomma il tango apre un mondo di esperienze che spaziano dalla conoscenza dei testi poetici delle canzoni, della sua musica, del modo di vestire, delle sue regole (mirada - cabeceo) alla sua storia ed alle sue origini.
Per chi conosce un po’ il linguaggio del corpo e si è interessato a questi argomenti, (antesignano il testo di Alexander Lowen “Il linguaggio del corpo”:
l'organismo si esprime più chiaramente con il movimento che con le parole: nelle pose, nell'atteggiamento, in ogni gesto, esso parla un linguaggio che anticipa e trascende l'espressione verbale) attraverso il tango si possono delineare i profili delle persone, le loro difficoltà e le loro tensioni, pertanto il tango può essere veramente uno strumento di conoscenza dell’altro, ma soprattutto conoscenza e consapevolezza di sé.
Il tango è un linguaggio corporeo che permette la comunicazione tra il ballerino e la ballerina per cui implica un impegno corporeo e di sensibilità (sta qui la differenza da tutti gli altri balli ed il segreto che cattura), ma anche aiuta le persone a trovare una porta relazionale ed anche terapeutica.

Ci possono essere vari aspetti che vengono ad essere sollecitati attraverso il Tango:

Conseguimento di un nuovo linguaggio corporeo
Sebbene questo non sia l’obbiettivo di chi impara a ballare tango, si producono comunque delle modifiche posturali e si raggiunge un tipo diverso di stabilità ed equilibrio corporeo; è un ballo che trova la sua forza riconnettendosi alla terra (camminare puntando alla terra).

Sensibilità
Effetti emotivi , passioni e sentimenti si mettono in moto attraverso il corpo durante il ballo e vengono attivati dall’immergersi nella sua musica, dando origine ad una danza che vive in una sfera terrena ma è allo stesso tempo ricca interiormente.
Avviene un incontro dei nostri sentimenti con i sentimenti dell’altro – attivati dalla musica e dall’abbraccio.

Affidarsi all'altro nell'abbraccio
Il fatto che si abbracci un altro corpo implica un donarsi che non è più così frequente di questi tempi, e che consente invece di manifestare affetto ed emozioni, ed anche questo produce un effetto benefico.

Socializzazione
Tangueros cittadini del mondo”
Internazionalizzazione del tango: il tango permette incontri anche con persone di paesi diversi e stimola a viaggiare per trovare nuovi posti e nuove esperienze milonguere.

La musica
Nel tango la musica è una parte essenziale:

questo modo di ballare trova il proprio senso profondo nella maniera di prendersi fra le braccia, nella cadenza dei corpi, nel modo di camminare sempre in consonanza con la musica. Imparare a ballare il tango non vuol dire soltanto conoscere ed eseguire una coreografia, ma farlo con la sensibilità richiesta dalla musica” - Lidia Ferrari, Tango i segreti di un ballo

Conclusioni
IL TANGO è un’esperienza di piacere legata all’incontro con l’altro, all’estetica del movimento ed alla relazione con la musica.
Il tango non è un ballo standar,
ma una danza dove l’improvvisazione, la sensibilità e l’ascolto dell’altro sono elementi fondamentali:
ballare tango crea una intimità tra i ballerini che esige un impegno continuo ed un affidarsi all’altro attraverso il contatto dei corpi.
Nell’intimità del tango c’è qualcosa di non evidente, di non visibile al pubblico, e che pure un adepto sa riconoscere al primo sguardo, perché la sua peculiarità si gioca proprio nell’intesa della coppia. Il tango è una danza complessa, non perché le figure siano particolarmente articolate, ma perché esso richiede un “meccanismo comunicativo” tra ballerini, dato che la sua essenza è l’improvvisazione nell’abbraccio”
Lidia Ferrari

Il tango ci mette in comunicazione con un altro corpo con un’altra predisposizione d’animo- questo lo differenzia da altri balli; ci propone di entrare in connessione intima con il partner, di ascoltarlo e capirlo senza usare le parole. Chi guida si deve far capire e così pure chi segue, questa relazione di ascolto reciproco e di stretta connessione ci costringe ad uscire dal proprio egocentrismo e ci porta ad affinare capacità di ascolto ed empatia.  E’ terapeutico perché Aziona il corpo e mobilita tutte le sue potenzialità, ma aziona anche la mente e sviluppa l’interazione con l’altro.

Il primo congresso di Tango Terapia
A Buenos Aires molti maestri di tango sono anche psicoterapeuti o medici che hanno sviluppato il tango come strumento di consapevolezza e capacità di conoscenza ed evoluzione personale, tanto che da lì nasce l’origine della Tango terapia, ci sono scuole che formano operatori del tango e della salute.
Il primo congresso svoltosi su questo argomento è stato tenuto a Buenos Aires
:
ANSA - BUENOS AIRES, 19 LUG 2008 - Il primo Congresso internazionale di tangoterapia si conclude oggi a Rosario, in Argentina, dove circa duecento partecipanti hanno discusso per due giorni delle virtu' del tango come strumento per combattere stress, ansieta' e depressione, ma anche per migliorare la circolazione cardiovascolare e ridurre il colesterolo. Lo ha riferito oggi la stampa argentina. "Quando balliamo un ballo d'abbraccio, intenso come il tango, si produce nel cervello l'ormone dell'oxitocina, che combatte l'ansieta' e lo stress", ha spiegato ai congressisti Federico Trossero, un medico specializzato in psichiatria biologica, autore del libro "
Tango-terapia" e a sua volta ballerino di tango.

Il cardiologo Roberto Peidro e il collega Ricardo Edgar Comasco, autori del libro "Con il cuore nel tango", hanno dal canto loro illustrato i risultati di una ricerca da cui emerge che, se si balla il tango in maniera regolare, migliora la circolazione cardiovascolare e si riduce il colesterolo. I due ricercatori hanno al riguardo messo a punto un protocollo d'indagine per misurare determinati valori respiratori e cardiaci mentre si balla il tango, da cui sono emersi risultati "altamente positivi" per la salute dei ballerini.

Gli aspetti della Tango terapia
Federico Trossero
medico psichiatra autore del libro Tango Terapia prima edizione agosto 2006
Trossero afferma:
Guardando una persona che danza puoi scoprire le resistenze o l'estrema fiducia negli altri. E proporre un cambiamento, a tempo di musica Il corpo dice tante cose: guardando qualcuno che balla, dai movimenti, dalla postura e dall’abbraccio, si intuiscono le resistenze e la personalità in generale. Per esempio la postura di un paziente fobico ed ossessivo è rigida, il tono muscolare è forte, c’è tensione nell’abbraccio, così come nella vita della persona. Al contrario, un abbraccio molle e che non si fa sentire, denota un’assenza di personalità e di carattere; a volte è la persona che non vuole farsi vedere per quello che è a causa di paure e paranoie, ma il corpo parla e non mente.”
Il metodo Trossero si sta sviluppando in Italia attraverso conferenze : Terza edizione a Roma 31maggio 2016 promossa dalla Dott.ssa Anna Costantini (Psicoterapeuta, Direttore Unità di Psiconcologia, Azienda Ospedaliero Universitaria e Policlinico Sant'Andrea di Roma)
"
La TangoTerapia e' un sistema terapeutico integrato che utilizza lo strumento del ballo del tango con la sua musica e la sua poesia e grazie all'esperienza emotiva che favorisce, consente la conoscenza del psichismo profondo permettendo elaborazioni diagnostiche, terapeutiche e di ricerca. Un luogo di scambio umano e di gioco. Di legami con un senso profondo e di trascendenza, all'interno di una cornice di esperienze estetiche e creative singolari."  Il metodo è impostato quindi sulla conoscenza della psiche e della personalità nel suo profondo.

Il Tango fa bene al cuore
«
Secondo alcuni ricercatori, il tango riduce il rischio di infarto e di ischemie cerebrali», precisa Ricardo Edgar Comasco, cardiologo di Buenos Aires e autore con Peidro di un saggio sul tema. «La danza argentina fa rinvigorire la circolazione del sangue, che (unita a un'alimentazione adeguata) aiuta a spazzare via dalle arterie le placche formate dal colesterolo cattivo e gli eventuali coaguli. Non solo: combatte le vene varicose e, su un versante più ampio, migliora la risposta immunologica del corpo».

Tango come forma complementare di riabilitazione
In questi ultimi anni il ricorso a forme di riabilitazione “complementare” che non sostituiscono bensì integrano le forme ”classiche” di riabilitazione, sono andati moltiplicandosi esponenzialmente e tutti gli studi sembrano concordi nel sottolineare che il Tango è una tra le più efficaci di tali forme, in particolare per quanto attiene la
Malattia di Parkinson.
Dice Marilena Patuzzo
, coordinatrice infermieristica della riabilitazione specialistica neurologica e della neurologia all’Ospedale San Giuseppe di Milano, ideatrice del metodo RiabiliTango: «Se utilizzato come terapia o coadiuvante di essa, il Tango rappresenta un’opportunità per curarsi in modo piacevole, che fa sentire fin dall’inizio “meno malati”, grazie all’associazione mentale tra il ballo e situazioni di benessere, di allegria e di festa. “ Allo stato attuale degli studi, risulta provato al di là di ogni dubbio che l’alchimia che si crea quando il calore dell’abbraccio si fonde con l’empatia e la tenerezza e ci si sente accolti, accettati e protetti – mentre tutto il nostro essere si lascia trasportare e penetrare dalla musica – ha un riscontro preciso nei dati che emergono dai prelievi ematici: aumento della dopamina e dell’ossitocina (ormone del benessere) mentre si abbassa il livello del cortisolo (l’ormone dello stress).

Per chi è indicata la tango terapia
Per persone affette da problemi dell’equilibrio e del controllo della postura di origine ortopedica e di natura neurologica, come Sclerosi Multipla e Malattia di Parkinson (è soprattutto su quest’ultima patologia che si sono concentrati i maggiori studi scientifici con risultati sorprendenti).

  • È indicato come riabilitazione allo sforzo in pazienti con patologie respiratore e cardiocircolatorie.

  • Indicato per persone insicure, con scarsa fiducia nelle proprie capacità/potenzialità.

  • Per soggetti con difficoltà a rapportarsi/accettare il proprio corpo

  • Stati d’ansia, di stress e di depressione (non grave).

  • In presenza di fobie sociali (es. esibirsi o parlare in pubblico, temere esageratamente il giudizio degli altri…)

A Milano il reparto di riabilitazione specialistica dell’ospedale San Giuseppe ha deciso di adottare la tangoterapia per la riabilitazione di diverse malattie tra cui Parkinson, sclerosi multipla, ictus, disturbi dell’equilibrio, e patologie croniche dell’apparato respiratorio a partire da ottobre 2012. Conduttore Marilena Patuzzo, coordinatrice infermieristica della riabilitazione specialistica neurologica e della neurologia, nonché maestra di ballo professionista Anmb (Associazione nazionale maestri di ballo). Attualmente Marilena Patuzzo sviluppa corsi di formazione riguardanti il metodo RIABILITANGO mentre non si effettuano più i corsi presso l’ospedale San Giuseppe.

Conferenze sulla tangoterapia
sono state effettuate  a Roma e a Palermo
- 21 maggio 2016
CONFERENZA divulgativa, gratuita e aperta a tutti, sugli utilizzi della TANGOTERAPIA in ambito psichiatrico e neuropsichiatrico.
- WORKSHOP esperienziale di TANGOTERAPIA
a cura di Laura Cutrera e Mauro Plescia
- Sempre di più vengono proposte conferenze o workshop e laboratori intensivi (Progetto Graf Roma-Francesco Bianchi fine febbraio 2017) su questa materia. L’orientamento prevalentemente resta di due tipi, psicologico o di supporto riabilitativo su malattie specifiche, Parkinson, Alzheimer e malattie depressive.

Esiste una realtà di Tango Olistico
E' il metodo di crescita personale ideato da
Massimo Habib che si ispira al Tango Argentino. Di questa danza si utilizzano due elementi fondamentali: la divisione nei ruoli maschile e femminile ed il tipo di contatto a livello del petto nell’abbraccio, oltre naturalmente alla musica. Riferimenti: TangoOlistico ai confini del contatto- di Massimo Habib agosto 2012

Contatti e riferimenti

Dott.ssa Anna Costantini - Roma
Conferenza sulla tango terapia, metodo Trossero

Martilena Patuzzo - Milano
ideatrice del Metodo
Riabilitango

Antonella Salerno – Foggia
presidente dell’A.S.D. “Libertango” e maestra di tango argentino, ha ottenuto la qualifica di operatore della tangoterapia secondo il Metodo Trossero e Riabilitango.

Giuseppe Scarparo - Mestre
ha frequentato corsi di Raibilitango

Mauro Plescia - Palermo
Psicologo, danzaterapeuta, neuropsicologo clinico. Attualmente svolge la sua attività professionale privata nell’ambito della valutazione e riabilitazione neuropsicologica di pazienti adulti cerebrolesi, e nella conduzione di gruppi di riabilitazione in ambito psichiatrico con tecniche di danza terapia e tangoterapia. I suoi interessi scientifici e professionali si rivolgono alla ricerca clinica ed al rapporto tra danza, prossemica, semantica del gesto, intelligenza cinestesica e processi emotivi e cognitivi.

Maria Fernanda Barbaresco - Toscolano Maderno- Brescia
Nasce in Argentina, comincia gli studi di musica a 8 anni nel Conservatorio “A. Berutti” di San Francisco (Cordoba), diplomandosi come insegnante di pianoforte. Dottoressa in Musicoterapia con oltre 20 anni d’esperienza, laureata alla Facoltà di Medicina, Università di Buenos Aires, dove poi diventa docente. Dedica 8 anni alla Ricerca in Musicoterapia pubblicando il libro “MUSICA e PSIQUE: LO PSICOSONORO” Ed. ICMus, Bs. As.  Studia Tango in lezioni private e di gruppo con diversi maestri accreditate internazionalmente, secondo il metodo Dinzel e nella scuola del Mº Roberto Canelo in Argentina. Si è formata come cantante teatrale di Tango nell’I.U.N.A (Istituto Universitario Nazionale d’Arte) e finalmente diventa Tangoterapeuta grazie all’Università di Tango nel CETBA (Centro Educativo del Tango di Buenos Aires), alla preparazione con i co-fondatori del Psicotango (Ignacio L. Cobo e Monica Peri) ed all’istruzione con il psichiatra Federico Trossero nei lineamenti sulla Tangoterapia. Ha esposto ed interviene regolarmente in congressi, seminari, laboratori , festival e convegni sulla Musicoterapia ed il Tango in Argentina, Uruguay, Brasile, Messico, Stati Uniti, Inghilterra, Germania ed Italia. Nel 2011 è stata nominata in Messico rappresentante internazionale della Fondazione Mondiale di ballerini e diffusori del Tango per la Pace.

Lidia Ferrari – Treviso
Maestra di tango, psicoanalista e scrittrice argentina
Dal 2008 insegna tango a Treviso - (vedi riferimenti del suo libro” Tango, i segreti di un ballo”)

Caterina Campagna - Rovereto
Insegnante di tango. Ha presentato un progetto Tango e Parkinson al Convegno per la giornata nazionale del Parkinson; 26 novembre 2016, Rovereto

Dott. Michele Zecchini - Mestre
Medico e ballerino di tango.
Da circa 9 anni, assieme alla associazione malati di Parkinson di Venezia ed alcuni amici volontari, si occupa della gestione di un corso di tango argentino per un gruppo di malati di Parkinson.

Stefania Filigrana - Firenze
ha frequentato il corso A Roma di tangoterapia, metodo Trossero Organizza corsi di tango per ragazzi down con il supporto di una psicoterapeuta

Eleonora Paparo - Firenze
Psicologa, in collaborazione con il maestro di tango Giovanni Eredia ha sviluppato il progetto “PABLO TANGO T21” per i ragazzi portatori della Sindrome di Down-SD

Ruggero Gallo – Torino
Vedi intervista del 18 febbraio 2017 su Radio Crossover Tango
Laureato in scienze dell’educazione motoria, ha iniziato in seno al SUISM il suo progetto di insegnamento ai cechi. Questo progetto è proseguito autonomamente, sempre a cura di Ruggero ed in collaborazione con la Polisportiva dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti di Torino. E’ nata così la Milonga Siega attiva da 4 anni a Torino, che una volta al mese organizza presso la “Fabrica” di Avigliana (TO) un momento di incontro nel quale gli appassionati di Tango, ciechi, ipo-vedenti e normo-vedenti possono incontrarsi e confrontarsi per ballare “Oltre la Vista”.

Simona Niero - Caldonazzo/Trento/Venezia
Vedi intervista del 18 febbraio 2017 su Radio Crossover Tango
Ballerina e insegnante da due anni di tango a non vedenti ed ipovedenti. In collaborazione con L’unione italiana dei ciechi ed ipovedenti di Trento organizza la Milonga al Buio ( ultima : 11 febbraio 2017 Castello del Buonconsiglio-Trento).

Alcune realtà contattate stanno pensando di utilizzare la tango terapia sulle donne operate al seno (Un Toco de Tango – San Donà di Piave-Venezia)
Altre realtà  stanno sviluppando :
- il tango proposto ai ragazzi con sindrome di down
- Il tango proposto a persone non vedenti e ipovedenti

Riferimenti Bibliografici:
- Federico Trossero, Tangoterapia. Fundamentos metodologia, teoria y pratica. Ediciones Continente, Buenos Aires, 2006
- Massimo Habib, TangOlistico, Youcanprint, 2010
- Lidia Ferrari, Tango i segreti di un ballo , Gremese 2013
- Edoardo Giusti, Veronica Marsiglia, Psicotangoterapia. Danzare nell’abbraccio per cambiare, Sovera Edizioni, 2014