Corso per musicisti

Il Corso biennale d’interpretazione e prassi stilistica del tango

 

Lunedi 8 luglio 2019 alle 18:30 presso l'Auditorium del Conservatorio L. D'ANNUNZIO di Pescara gli allievi del corso biennale organizzato da Faitango si sono esibiti in un concerto finale. Il Corso biennale d'interpretazione e prassi stilistica del tango è stato organizzato da Faitango con l'obiettivo di creare un'orchestra di tango che migliori la qualità della musica dal vivo.
Sabato 4 novembre 2017, presso il conservatorio “Luisa D’Annunzio”di Pescara si erano svolte le audizioni per l’ammissione al corso biennale di “Interpretazione e prassi stilistica del Tango”, il primo corso in Italia con lo scopo di formare i musicisti che desiderano avvicinarsi al tango.
Le lezioni, della durata di due anni accademici erano volte a creare un percorso di base e di approfondimento della prassi esecutiva del tango  rivolto agli allievi interni del Conservatorio e a candidati esterni in possesso di conoscenze minime musicali: tecnica strumentale, teoria musicale, elementi di armonia e buone capacità di lettura.
Strumenti ammessi: Pianoforte Archi (Violino – Viola – Violoncello – Contrabasso) Chitarra (classica e jazz) Flauto traverso Fisarmonica Bandoneon (cromatico e diatonico) Sassofono (contralto e soprano).
L'obiettivo principale del corso è stato fornire un primo approccio formativo al tango secondo due livelli: uno maggiormente legato all’ambito strumentale e l’altro più specificamente filologico, legato all’interpretazione stilistica e formare un' orchestra che rappresenti l’impegno FaiTango nel promuovere la cultura del tango argentino in Italia.
La principale difficoltà  per i musicisti che si approcciano al tango, riguarda l’esecuzione. Molto spesso, il tango è eseguito secondo modelli non corretti, seguendo stilemi che si rifanno alla prassi esecutiva della musica classica, senza tener conto che, invece, gli elementi stilistici alla base del tango hanno avuto un’evoluzione autonoma mai codificata e, pertanto, non risultano “imbrigliabili” dentro schemi rigidi e fissi.
Gli allievi, attraverso la pratica strumentale, hanno affrontato il linguaggio del tango partendo dagli esordi, attraversando le varie fasi evoluzioniste, assimilando gradualmente anche tutti quei processi che hanno caratterizzato questo fenomeno dal punto di vista storico e sociale.
Dai pionieri dei primi anni del XX secolo, dai primi stili elementari di esecuzione e dai primi organici strumentali l'allievo ha acquisito sempre più consapevolezza di quanto il Tango, nato nei bassifondi e nei luoghi più malfamati, riuscirà a connotarsi di sembianze sempre più nobili e ad arricchirsi (grazie ad una nuova generazione di compositori e strumentisti molto preparati che si sono susseguiti nel corso di un trentennio) di strutture sempre più ampie, di fraseggi più complessi e di pregiata maturità melodica e armonica.

La commissione, presieduta dal musicista Gianni Iorio ha ammesso tutti i presenti all’audizione, durante un pranzo informale tra commissione, alcuni partecipanti alle audizioni e il presidente di FaiTango Ettore Terzuoli, il maestro Gianni Iorio ha riferito: «Dico solo di essere molto felice e che sinceramente non mi sarei aspettato tanti iscritti. I musicisti hanno dimostrato all’audizione un livello musicale abbastanza buono per poter perseguire dei risultati eccellenti».

Nello specifico i musicisti ammessi sono sette pianisti, sei bandoneonisti, due violinisti (ma si prevede qualcuno in più), un violoncellista, un contrabbassista, due chitarristi e quattro flautisti. I corsisti provengono da varie città italiane come Pescara, Roma, Forlì, Bologna, Torino, Milano, Aosta, Genova e Varese.
Ezio Borghese, Tobias Bert, Walter Di Girolamo, Fernando Mangifesta, Alessio Potestà, Daniela Fidanza, Marco Fringuellino, Laura D’Ippolito, Angela Soracco Marcello Ferrara, Andrea Montanaro, Mila Belousova, Angela Di Giuseppe, Erika Vagnoni, Bartolo Favaloro, Ciro Cirri, Mariano Antonilli, Federica Pompa, Katia Comunetti, Andrea Comunetti, Margherita Di Rocco, Sara Contadini, Lorenzo Patriarca