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Dopo un periodo di stasi, anche nei paesi d'origine, il tango ha ripreso a diffondersi in tutto il mondo, come musica e danza. Anche in Italia questo fenomeno è in continua crescita ed espansione.

Il tango è di moda; ci viene proposto nella pubblicità e negli show televisivi, gli spettacoli sono sempre più frequenti, si moltiplicano le possibilità di ballarlo e di impararlo.

Noi che amiamo il tango ne siamo felici, ma, allo stesso tempo, ci preoccupiamo. Perché questa rapida crescita non è priva di problemi.

Da un lato i mezzi di comunicazione di massa ci presentano, del tango, un'immagine semplificata e spesso banalizzata. Ci rendiamo conto che ciò è, in una certa misura, inevitabile. Ma in Italia mancano quasi del tutto le occasioni e le possibilità per approfondire gli spunti che vengono così offerti. C'è il rischio che questa splendida occasione vada sprecata.

Perché il tango non è solo Piazzolla e Gardel, perché non si balla con la rosa in bocca, perché non è solo un ballo. È un vasto universo culturale, che comprende musica, ballo e poesia. È un mondo musicale la cui incredibile ricchezza e varietà sono paragonabili a quelle del jazz nordamericano. È un ballo unico nella sua improbabile miscela di semplicità e complessità, fatto di improvvisazione, in cui tra i due ballerini, e tra i ballerini e la musica che ballano, si crea un rapporto che non esiste in nessun’altro ballo popolare. È poesia e letteratura, spesso di alto valore lirico.

Da un altro lato le iniziative tanguere fioriscono e si moltiplicano. Ma spesso, per mancanza di coordinamento, si sovrappongono facendosi un’inutile concorrenza, con conseguente spreco di energie e di risorse. Spreco che ci addolora, perché spesso queste energie e risorse sono quelle di volontari, di associazioni no-profit, che noi vorremo si sommassero e si moltiplicassero anziché annullarsi vicendevolmente.

La moda ha poi fatto spuntare numerosi maestri improvvisati, talvolta forniti di discutibili diplomi, che propongono l’insegnamento di un ballo standardizzato e codificato che ha poco o nulla a che fare con lo spirito del tango argentino.

Per questi motivi nasce FAITango: una federazione delle associazioni italiane di tango. Nasce con molte ambizioni, proponendosi un compito arduo: quello di costruire un punto di riferimento, culturale e organizzativo, per il tango in Italia.

Il tango ha in Italia un terreno fertile. Se potrà crescere, dipende soprattutto da noi. E da voi.

 
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